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Pacifista inglese colpito dai soldati israeliani muore a Londra dopo otto mesi di coma
(red Unità Web del 13/01/2004)

 Era stato ferito alla testa a Rafah mentre tentatava di proteggere alcuni bambini palestinesi dal fuoco dei soldati israeliani. È morto oggi, dopo otto mesi di ospedale, a soli 22 anni. Si chiamava Tom Hurndall, era un pacifista ed è entrato in coma da quando era stato raggiunto in aprile dai colpi d'arma da fuoco di un soldato israeliano. È morto di polmonite nell'ospedale di Londra dove era ricoverato. Tom Hurndall, era stato gravemente ferito alla fronte nel campo profughi di Rafah, nella Striscia di Gaza, mentre tentava di proteggere dagli spari alcuni bambini palestinesi. Nella notte tra martedì e mercoledì le sue condizioni si sono aggravate e il ragazzo è morto.

Secondo le testimonianze raccolte nell'inchiesta indipendente appoggiata dalla famiglia Hurndall il militare che fece fuoco aveva un'arma dotata di mirino telescopico. La madre di Tom, Jocelyn Hurndall critica l'indagine fatta dal comando dell'esercito israeliano e chiede che sia fatta chiarezza sulle responsabilità dei vertici militari e sull'iniziale insabbiamento del caso. La signora Hurndall ha espresso forti perplessità sulla correttezza dell'inchiesta fatta dalle forze armate israeliane secondo cui il militare responsabile di aver sparato - di cui non è noto il mome - sarebbe un arabo, un beduino, e con un precedente arresto come consumatore di marjuana. «Sono molto scettica - ha detto Jocelyn Hurndall - sul sistema scelto dall'esercito israeliano di sottolineare alcuni aspetti di questo soldato come il fatto che sia stato arrestato per aver fumato cannabis o il fatto che sia arabo. Questo è completamente irrilevante ed è una conseguenza della cultura dell'impunità incoraggiata dalla catena di comando».

Su pressione britannica, l'esercito israeliano ha aperto soltanto in ottobre un'inchiesta. Il soldato che ha aperto il fuoco è stato successivamente incriminato per aggressione aggravata. Ma secondo la radio militare israeliana, dopo la morte di Hurndall, i capi di accusa sono divenuti molto più pesanti e presto inizierà il processo da parte della corte marziale. Nel corso della indagine il militare, di cui non è stata resa nota la identità, ha detto in un primo momento di aver puntato verso un uomo armato di pistola che aveva preso per un palestinese. In un secondo tempo ha ammesso di aver sparato nella direzione di Hurndall, allo scopo di intimidirlo. Secondo l'emittente radiofonica, i vertici militari considerano la vicenda «molto grave». 

 

 

Renato Elia - Via Duse, 22 - 34170 Gorizia - Italia
e-mail: renatoelia49@yahoo.it