Era stato ferito alla testa a Rafah mentre tentatava di proteggere
alcuni bambini palestinesi dal fuoco dei soldati israeliani. È morto
oggi, dopo otto mesi di ospedale, a soli 22 anni. Si chiamava Tom
Hurndall, era un pacifista ed è entrato in coma da quando era stato
raggiunto in aprile dai colpi d'arma da fuoco di un soldato israeliano.
È morto di polmonite nell'ospedale di Londra dove era ricoverato. Tom
Hurndall, era stato gravemente ferito alla fronte nel campo profughi di
Rafah, nella Striscia di Gaza, mentre tentava di proteggere dagli spari
alcuni bambini palestinesi. Nella notte tra martedì e mercoledì le sue
condizioni si sono aggravate e il ragazzo è morto.
Secondo le testimonianze raccolte nell'inchiesta indipendente
appoggiata dalla famiglia Hurndall il militare che fece fuoco aveva
un'arma dotata di mirino telescopico. La madre di Tom, Jocelyn Hurndall
critica l'indagine fatta dal comando dell'esercito israeliano e chiede
che sia fatta chiarezza sulle responsabilità dei vertici militari e
sull'iniziale insabbiamento del caso. La signora Hurndall ha espresso
forti perplessità sulla correttezza dell'inchiesta fatta dalle forze
armate israeliane secondo cui il militare responsabile di aver sparato -
di cui non è noto il mome - sarebbe un arabo, un beduino, e con un
precedente arresto come consumatore di marjuana. «Sono molto scettica -
ha detto Jocelyn Hurndall - sul sistema scelto dall'esercito israeliano
di sottolineare alcuni aspetti di questo soldato come il fatto che sia
stato arrestato per aver fumato cannabis o il fatto che sia arabo.
Questo è completamente irrilevante ed è una conseguenza della cultura
dell'impunità incoraggiata dalla catena di comando».
Su pressione britannica, l'esercito israeliano ha aperto soltanto in
ottobre un'inchiesta. Il soldato che ha aperto il fuoco è stato
successivamente incriminato per aggressione aggravata. Ma secondo la
radio militare israeliana, dopo la morte di Hurndall, i capi di accusa
sono divenuti molto più pesanti e presto inizierà il processo da parte
della corte marziale. Nel corso della indagine il militare, di cui non
è stata resa nota la identità, ha detto in un primo momento di aver
puntato verso un uomo armato di pistola che aveva preso per un
palestinese. In un secondo tempo ha ammesso di aver sparato nella
direzione di Hurndall, allo scopo di intimidirlo. Secondo l'emittente
radiofonica, i vertici militari considerano la vicenda «molto grave».