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A Spoleto, oggi ci siamo ritrovati
dove nel ’72, militari siamo stati,
scendemmo diffidenti da un treno
sicuramente, ne avremmo fatto a meno.
Su di un camion ci hanno trasportati
in caserma, per diventar soldati,
all’inizio ci si guardava
tutt’intorno
a malapena sfuggiva un buongiorno.
Poi pian piano, col passar delle giornate
diventammo amici di camerate,
ma quando poi approfondimmo la conoscenza
l’un dell’altro non potevamo stare
senza.
Arrivò ben presto il giuramento
con acqua, freddo e vento,
ma la presenza dei nostri cari
faceva sì, di non farci pensare.
Pensavamo spesso, questa non è vita!
prima o poi però, sarebbe finita,
e quello pensavamo, sarà il più bel
giorno
per tutti noi l’ora del ritorno.
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